Bello & Buono senza glutine

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È uscito il mio libro con le migliori 40 ricette del blog.

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Il cibo nei libri: Bulgakov

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Fonte: questo Tumblr

Chi mi conosce sa che sono fissata con Bulgakov. Il cibo nei suoi libri compare spesso, a cominciare dalle fette di salame di Cracovia con cui il professor Preobraženskij attira il cane Šarik in Cuore di cane fino al piccolo banchetto approntato da Woland a Stëpa Lichodeev nel Maestro e Margherita… eccolo:

“Stëpa, sbarrando gli occhi, vide sul tavolino un vassoio su cui si trovava del pane bianco affettato, del caviale pressato in un vasetto, funghi porcini marinati su un piattino, un tegame e, infine,

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Il cibo nei libri: Tanizaki

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(Foto: cozymax su Flickr)

Mi piace quando i libri mi fanno conoscere (o ritrovare) altri libri.

A Ferrara ho comprato i Quaderni giapponesi di Igort, che parla del suo innamoramento per il Libro d’ombra di Tanizaki. Io lo avevo letto e dimenticato completamente anni fa.

Sono andata a rileggerlo e ho trovato questa ricetta. Niente altro che semplicissimi ingredienti e una preparazione accurata, quasi meditativa.

Non tutti gli scrittori parlano di cibo, ma quando lo fanno riescono a trasmettere un mondo intero. Nei prossimi mesi voglio raccontarne anche altri…

“L’altro giorno fui interrogato da un giornalista che mi chiedeva un piatto insolito e appetitoso. Gli diedi la ricetta del sushi nella foglia di cachi, che è un piatto tipico di una valle sperduta fra le montagne di Yoshino. Eccola.

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Paul Gauguin

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(Immagine: Wikimedia)

Ogni giorno la situazione migliora. Ormai riesco a capire la lingua abbastanza bene. I miei vicini – tre di fianco, gli altri a varie distanze – mi considerano quasi uno di loro; i miei piedi nudi quotidianamente a contatto con i sassi si sono familiarizzati con il suolo, il mio corpo quasi sempre nudo non teme più il sole; la civilizzazione poco a poco mi abbandona, comincio a pensare con semplicità, a nutrire poco odio per il mio prossimo e mi comporto animalmente, liberamente – con la certezza del domani simile all’oggi; tutte le mattine il sole sorge per me come per chiunque altro, sereno; divengo noncurante, tranquillo, amorevole.

Sarà agevole comprendere perché avessi fretta di fuggire la città di Papeete, i suoi funzionari, i suoi soldati… di andare altrove a dipingere dimostrando così che in quel mondo non ero nulla: un uomo libero, un artista. Si arresero finalmente all’evidenza e mi tolsero il saluto.

Paul Gauguin, Noa Noa

Io e la campagna

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Da quando sono andata a vivere in campagna mi è venuta la mania dei semi.
La mia storia con le piante si fa presto a raccontarla: nata in città, famiglia trasferita di fresco dopo la guerra che aveva tagliato ogni legame con le sue radici contadine. La famiglia di mia madre era una famiglia cittadina anche quella: nonna sarta, nonno ferroviere.

Quando avevo 15 anni mio padre ha voluto trasferirsi in campagna. Non mi piaceva, anzi la odiavo. Davanti alla casa c’era un campo, terra di riporto, piena di sassi, sabbia, mattoni. Bisognava far portare terra migliore, zappare, concimare. L’orto non era mai decollato e si era trasfomato in una specie di giardino inselvatichito con una bella bougainvillea, un albicocco, un fico e tante erbe aromatiche. La rompiscatole ragazzina difficile che ero faceva un sacco di storie anche per andare nel campo a tagliar via due foglie di salvia. Però ero felice per due cose: finalmente avevo una stanza tutta mia; e potevo avere animali, prima gatti, poi un cane.

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Colombia – Parte I

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L’anno scorso siamo stati in Colombia. Mi è rimasto un ricordo bellissimo del carattere dei colombiani, amichevole e sorridente. Abbiamo avuto un’ottima guida, il nostro amico Polo, che ci ha ospitato e ci ha dato moltissime dritte e suggerimenti.

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Marsiglia

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In questi giorni c’è una luce speciale. Mi ricorda il sud della Francia, dove la cosa incredibile è proprio la luce. Che sembra che quando passi la frontiera le abbiano dato una lucidata, che l’abbiano amplificata, resa più luminosa, che abbiano lavato l’azzurro del cielo… non so, in ogni caso la luce nel sud della Francia deve avere qualcosa di particolare, chiedetelo ai pittori.

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Le ricette di Roald Dahl

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(Nella foto: patate dolci caramellate)

Mi sono innamorata di questo libro.
A Mumbai (poi vi racconterò), in una libreria piccolissima dove sono stata una mattina intera a spulciare libri di ricette e di foto, improvvisamente da una pila polverosa è uscito questo libro. Costava pochissimo perché, a quanto pare, non interessava a nessuno. Non c’entra nulla con l’India. L’ho aperto perché mi piace moltissimo Roald Dahl.
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