Double Crumble… e sciroppo di sambuco

Un altro crumble?! Gasp, sono eoni che non pubblico un post… a mia discolpa dico che sono in dirittura d’arrivo con un lavoro e fino al 15 (probabilmente anche oltre) sono presa fino al collo. Non completamente, però. Domenica scorsa ho trovato il tempo per andare a saccheggiare l’albero di ciliegie della mia amica Anna… dopo il divertimento infantile provato  spogliando le fronde cariche fino all’inverosimile di dolci frutti maturi, dopo la scorpacciata di ciliegie, dopo aver raccolto anche le ultime fave dal campo adiacente (le farò seccare o le cuocerò, dato che ormai non si possono più mangiare crude) siamo rientrati a casa con cesti pieni di foglie e frutti, che ho gelosamente custodito fino a rendermi conto di avere un po’ esagerato. E così ho fatto due crumble di ciliegie: uno con la farina – per chi può mangiarla – preso pari pari (tranne l’uso della farina integrale) dalla ricetta DOC di Annalisa Barbagli, uno senza glutine. Qui naturalmente vi do la ricetta di quello SENZA GLUTINE.


Purtroppo le foto latitano, a parte questa foto “sanguinaria” mentre sono intenta a snocciolare le ciliegie e una foto… beh, dell’ALTRO crumble. Però era quasi identico. Solo molto più marroncino, perché ho usato lo zucchero di canna!

Crumble di ciliegie senza glutine

800 gr. ciliegie mature
150 gr. zucchero (io ho usato quello di canna Mascobado, in questo caso viene molto scuro)
125 gr. burro morbido
125 gr. farina fioretto di mais (ho usato il suggerimento di Gaia! Yippie!)
50 gr. farina di grano saraceno
mezzo cucchiaino di cannella macinata

Riscaldate il forno a 200° (beh, con questo caldo non è l’ideale, effettivamente…). Rivestite il fondo di una teglia rotonda apribile di 28 cm di diametro con carta da forno e imburrate e infarinate le pareti con farina di riso. Snocciolate le ciliegie e, in una ciotola, mescolatele con 50 gr. di zucchero. Versate questo composto nella teglia e pareggiatelo. In un’altra terrina mescolate 100 gr. di zucchero con le farine e con la cannella, buttateci dentro il burro morbido a pezzetti e iniziate a pizzicottare il composto con le mani ottenendo delle belle briciole. Versate il tutto sulle ciliegie e pareggiate tutto con una forchetta. Lasciate cuocere per circa 45 minuti.

Per rincuorarvi dopo l’uso del forno con questo caldo vi passo anche la ricetta di un dissetante sciroppino di sambuco (anche qui senza foto) che ho preso da questo sito, ce ne sono innumerevoli varianti ma per me questa ha funzionato bene. L’anno scorso avevo letto di questo sciroppo e mi era venuta subito la curiosità di assaggiarlo, così appena arrivata la stagione dei sambuchi in fiore… In questo momento i sambuchi traboccano di fiori, unica precauzione quella di raccoglierli in un posto dove non passino macchine. Io ho avuto la fortuna di trovare un sambuco completamente privo di insetti, ma mettete a bagno i fiori per far venire a galla eventuali ospiti sgraditi… Per il mio microsciroppo ho usato solo, ahem, cinque fiori di sambuco (salvo pentirmene immediatamente dato che è sparito in men che non si dica!). Ecco le mie dosi, che si possono aumentare mantenendo le stesse proporzioni:

5 fiori di sambuco (intendo un “ombrellino” intero)
un limone biologico non trattato
mezzo litro d’acqua
400 gr. di zucchero (non so se si può usare anche quello scuro)

Immergete in acqua i fiori e sciacquateli delicatamente ma bene. Staccate i fiorellini dai gambi più grossi (quelli più piccoli possono rimanere), metteteli in una ciotola con il mezzo litro d’acqua e con il limone tagliato a quarti. Copritela con la pellicola ed esponete il tutto al sole per tre giorni (potete anche metterli in un vaso chiuso, direi). Trascorsi i tre giorni strizzate gli spicchi di limone nell’acqua, passate il tutto al colino strizzando bene e mettete il liquido ottenuto in una pentola, scioglieteci dentro lo zucchero, portate a ebollizione. Poi fate raffreddare e mettete lo sciroppo in una bottiglia in frigo. Bevetelo a giorni, diluendolo con l’acqua a piacere.

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Another crumble?! But geez, it’s been ages since I posted something… the reason probably is that I am in the final phase of a big translation job and I’ll be overwhelmed until the 15th (and further). Not totally, though. Last Sunday I found some time to go and pick cherries from my friend Anna’s tree… after all the childish fun we had stripping the branches, heavy with ripe fruit, feasting on them and after we had picked the last of the broad beans from the nearby field (I’ll dry them or boil them, they’re far too big now to be eaten raw) we went back home with basketfuls of  leaves and cherries, that I kept to myself until I realized they were a bit too much. So I baked two cherry crumbles: one with flour – for those who can eat it – taking the recipe from the tried and true cookbook by Annalisa Barbagli (I just used wholewheat flour instead of white flour), one gluten free. I’ll give you the recipe for the GLUTEN FREE one, obviously.

Unfortunately no good pictures, apart from this bloody depiction of myself pitting the cherries and a picture of the OTHER crumble. Well, it was almost identical. Only much browner, because I used brown sugar!

Gluten free cherry crumble

800 gr. ripe cherries
150 gr. sugar (I used Mascobado, it will turn out very dark)
125 gr. softened butter
125 gr. white corn flour
50 gr. buckwheat flour
half a teaspoon of powdered cinnamon

Preheat the oven at 200° (well, not ideal with this heat, I know…). Line the bottom of a round 28 cm springform pan with parchment paper and butter and flour the sides with rice flour. Pit the cherries and mix them in a bowl with 50 gr. sugar. Pour this mixture into the pan and smooth it out. In another bowl mix 100 gr. sugar with the flours and cinnamon, add the butter cut into small pieces and start pinching with your fingers in order to obtain rough crumbs. Pour this mixture on top of the cherries and smooth it out with a fork. Bake it for about 45 minutes.

To cheer you up after using the oven in this heat I’ll pass on the recipe of a refreshing elderflower syrup (no picture, sorry! :( ). Actually, the right name is probably elderflower cordial. I took it from the web, there are many versions but this worked out well for me. I had read about it last year and was very curious to taste it, so as soon as the elderflower season started… At the moment the woods around here are bursting with flowers, just take care of picking them in a place away from cars. I was lucky and my elderflowers were completely insect-free, but soaking the flowers well should take care of that anyhow. For my microsyrup I used, well, just five elder flowers (which I regretted soon, since it disappeared immediately!). Here are the amounts, you can increase them using the same proportion:

5 elder flowers (I mean a whole “umbrella”)
one organic lemon
500 ml water
400 gr. sugar

Soak the flowers in water and rinse them gently but well. Pick the small flowers from the bigger stalks (the small ones can stay), put them in a bowl with the 500 ml water and the lemon cut into quarts. Cover with film and leave it in the sun for three days (you can use a jar with a lid too, I guess). After the three days, squeeze the lemon quarts in the water, pour the mixture through a sieve, squeezing it well, pour the liquid in a pot, add the sugar and mix it until dissolved, then let it boil and turn it off. Let it cool and put it into a glass bottle in the fridge. Drink it within a few days, adding water to taste.

6 risposte a "Double Crumble… e sciroppo di sambuco"

  1. la barbagli è veramente una mia guru, le ricette del suo libro “la cucina di casa” non mi tradiscono mai.
    ero indecisa se riprendere le ciliegie del GAS, che costano un po’ ma sono meravigliose (ciliegie vignola bio, stupende!)

    le riprenderò, e ci farò (anche) questo splendido crumble. grazie dell’idea.
    e della citazione (vero che il fioretto nel crumble ci sta bene?)

    1. Il libro della Barbagli è geniale, tutte le sue ricette funzionano, ma come fa?!
      Senti, ma non è che hai qualche dritta da darmi sulla frutta per il GAS? Qui noi siamo un po’ disperati, da noi non si trova nulla… magari scrivimi in privato :) bello.buono (at) gmail .com

  2. in realtà la frutta con il GAS non la prendiamo in modo sistematico. neanche la verdura, a dire il vero, non abbiamo trovato un produttore che ce la porti quando vogliamo noi e come vogliamo noi. o sono sacchettini tristissimi e carissimi, oppure roba buona ma possono solo venire il giovedì mattina alle 10:30. e chi può essere alla consegna?

    per la frutta, ogni tanto arriva qualche partita. di solito con ordini intergas, che sarebbe poi il coordinamento dei gas fiorentini. è successo così per le mele, in autunno, e adesso per le ciliegie, oppure tutto l’inverno per le arance siciliane. anche perché o il produttore è vicino, oppure viene fuori il problema del trasporto, che se si fa con un corriere costa un occhio della testa, e allora ci si deve consorziare. in effetti non è km-zero, ma le arance c’è poco da fare, dal sud devono venire!

    1. @ Stefania: sì, per quanto ne so io è quella più sottile rispetto a quella “classica” da polenta, ma mi rimetto all’esperienza di Gaia :)

      @ Gaia: grazie per la tua risposta! Noi riusciamo ad avere tutte le settimane la verdura, in qualche modo con i produttori della zona ce la facciamo, però da noi la frutta è sempre un po’ problematica. Qualche striminzito quantitativo di fragole, mirtilli o susine ci arriva, ma noi sogniamo pesche, albicocche, ciliegie in quantità… ma hai proprio ragione, il trasporto spesso è proibitivo.
      Anche noi abbiamo fatto arrivare le arance dalla Sicilia, buonissime!

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