Paul Gauguin

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(Immagine: Wikimedia)

Ogni giorno la situazione migliora. Ormai riesco a capire la lingua abbastanza bene. I miei vicini – tre di fianco, gli altri a varie distanze – mi considerano quasi uno di loro; i miei piedi nudi quotidianamente a contatto con i sassi si sono familiarizzati con il suolo, il mio corpo quasi sempre nudo non teme più il sole; la civilizzazione poco a poco mi abbandona, comincio a pensare con semplicità, a nutrire poco odio per il mio prossimo e mi comporto animalmente, liberamente – con la certezza del domani simile all’oggi; tutte le mattine il sole sorge per me come per chiunque altro, sereno; divengo noncurante, tranquillo, amorevole.

Sarà agevole comprendere perché avessi fretta di fuggire la città di Papeete, i suoi funzionari, i suoi soldati… di andare altrove a dipingere dimostrando così che in quel mondo non ero nulla: un uomo libero, un artista. Si arresero finalmente all’evidenza e mi tolsero il saluto.

Paul Gauguin, Noa Noa

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Io e la campagna

cipolle

Da quando sono andata a vivere in campagna mi è venuta la mania dei semi.
La mia storia con le piante si fa presto a raccontarla: nata in città, famiglia trasferita di fresco dopo la guerra che aveva tagliato ogni legame con le sue radici contadine. La famiglia di mia madre era una famiglia cittadina anche quella: nonna sarta, nonno ferroviere.

Quando avevo 15 anni mio padre ha voluto trasferirsi in campagna. Non mi piaceva, anzi la odiavo. Davanti alla casa c’era un campo, terra di riporto, piena di sassi, sabbia, mattoni. Bisognava far portare terra migliore, zappare, concimare. L’orto non era mai decollato e si era trasfomato in una specie di giardino inselvatichito con una bella bougainvillea, un albicocco, un fico e tante erbe aromatiche. La rompiscatole ragazzina difficile che ero faceva un sacco di storie anche per andare nel campo a tagliar via due foglie di salvia. Però ero felice per due cose: finalmente avevo una stanza tutta mia; e potevo avere animali, prima gatti, poi un cane.

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Sardegna

Sono scomparsa di nuovo per un po’… e sono in vacanza.
E mi ci voleva proprio, direi.
Non faccio molto altro a parte dormire, nuotare, sonnecchiare in spiaggia e cucino pochissimo…
Solo qualche pesciolino molto buono in maniera più essenziale possibile.
Quindi anche per stavolta niente ricette, solo un po’ di foto da condividere con voi.
Alla prossima settimana :)

cheese girl pomodori
lumache formaggi

I have disappeared again for a while… I’m on holiday.
And I really needed it, I dare say.
I’m not doing much apart from sleeping, swimming, taking naps on the beach and I almost don’t cook… just a few delicious fish I make in the simplest possible ways.
So once again no recipe, just a few pictures I really wanted to share with you.
I hope to see you here next week :)

bietole caffè
frutta cipolle
prosciutti tavola azzurra
pescatori

Le Marche e il Montefeltro

Sono di ritorno da un piccolo giro nelle Marche e nel Montefeltro. Ovviamente non ho cucinato nulla, ma sono tornata con un po’ di immagini scattate in quei posti meravigliosi. Il viaggio da celiaca è stato un po’ più difficile del previsto, con alti e bassi: dall’agriturismo sperduto ma organizzatissimo, con tanto di pasta e pane senza glutine, alla sgarberia del baretto in piazza a Sirolo dove la signora, alla mia timida spiegazione, ha risposto freddamente: “no, guardi, noi queste cose non le facciamo”!!! Hahaha! Forse ha pensato a una proposta indecente… in ogni caso, prima tappa in Romagna con un incontro:

Grillo

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Mare e altre vecchie foto

Difficile scrivere in questo periodo e forse anche cucinare, con questo caldo. Mi dispiace però continuare a rimanere in silenzio e così pubblico qualche foto ritrovata a casa di mia madre. Dopo che se ne è andata ho trovato alcuni album di foto molto belle, scattate dal mio prozio negli anni cinquanta e sessanta. Non smetterei mai di guardarle, per me sono come un piccolo regalo postumo da parte di mia madre. Sono foto che mi ricordano un mondo che non esiste più, come questa, una foto del mare scattata da una barca o da una nave, forse da mio padre, forse da mio zio.

mare

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