Paul Gauguin

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(Immagine: Wikimedia)

Ogni giorno la situazione migliora. Ormai riesco a capire la lingua abbastanza bene. I miei vicini – tre di fianco, gli altri a varie distanze – mi considerano quasi uno di loro; i miei piedi nudi quotidianamente a contatto con i sassi si sono familiarizzati con il suolo, il mio corpo quasi sempre nudo non teme più il sole; la civilizzazione poco a poco mi abbandona, comincio a pensare con semplicità, a nutrire poco odio per il mio prossimo e mi comporto animalmente, liberamente – con la certezza del domani simile all’oggi; tutte le mattine il sole sorge per me come per chiunque altro, sereno; divengo noncurante, tranquillo, amorevole.

Sarà agevole comprendere perché avessi fretta di fuggire la città di Papeete, i suoi funzionari, i suoi soldati… di andare altrove a dipingere dimostrando così che in quel mondo non ero nulla: un uomo libero, un artista. Si arresero finalmente all’evidenza e mi tolsero il saluto.

Paul Gauguin, Noa Noa

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Colombia – Parte I

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L’anno scorso siamo stati in Colombia. Mi è rimasto un ricordo bellissimo del carattere dei colombiani, amichevole e sorridente. Abbiamo avuto un’ottima guida, il nostro amico Polo, che ci ha ospitato e ci ha dato moltissime dritte e suggerimenti.

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Vietnam parte 4 – Hoi An

Arriviamo a Hoi An e non sappiamo dove siamo. Un tassista ci porta in giro allo sfinimento, finché non scegliamo una stanza non brutta, dà sulla piscina, ma puzza di muffa; pulita e con un bagno piuttosto lussuoso, costa anche un po’ più del solito, ma a Hoi An la stagione turistica è in pieno svolgimento. Sempre.

Questa città è stupenda, anche se piena di turisti, una specie di Venezia tutta case antiche, legno scuro e lampade multicolori illuminate.
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Vietnam parte 3 – Hué


(Questa volta qualche foto in più, e stavolta sono mie.) Dopo la notte passata in pullman senza traumi, arriviamo a Hué, famosa per la sua città proibita. Qui c’è un’atmosfera diversa, il clima è caldo, la gente più sorridente e gentile, meno dura. La cittadella è separata dalla città da mura al cui interno la gente vive come in un luogo qualunque, c’è un’entrata che ricorda vagamente la città proibita imperiale di Pechino, con un po’ di fantasia. In più punti è stata danneggiata dai bombardamenti durante la guerra americana.

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Vietnam parte 2 – Ninh Binh

Passiamo una giornata nel trasferimento da Cat Ba a Ninh Binh (bus, aliscafo, bus e ancora bus a lunga percorrenza). Ci fermiamo all’hotel più vicino, che è comunque decente. Tutti sembrano incredibilmente attivi e di ottimo umore, un po’ scioccanti per noi che siamo stanchi. Andiamo in giro, vediamo un bel mercato di strada, abbiamo già prenotato il bus per Hue domani sera. Vicino a Ninh Binh ci sono le grotte di Mua, Hoa Lu (un’antica capitale), qualche pagoda, io vorrei andare in bici ma si mangerebbe un bel po’ di polvere su una strada tutt’altro che pittoresca, così dopo una lunga contrattazione in una lingua che ricorda vagamente l’inglese ci procuriamo una macchina con autista per l’indomani.
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La baia di Ha Long

Cat Ba è un’isola che è anche un parco naturale. Qui siamo fuori stagione e l’isola è un po’ in disarmo, un paio di hotel accolgono i turisti nelle loro stanze fredde e umide. Siamo proprio davanti alla spiaggia e il salmastro ci penetra nelle ossa. Gli spostamenti, qui, con le strade in condizioni tutt’altro che perfette, sono molto lunghi: in pullman da Hanoi a Haiphong, poi si raggiunge un imbarcadero dove si prende un piccolo aliscafo. I paesaggi sono a tratti allucinanti, con industrie e stabilimenti imprecisati che sorgono in mezzo alle risaie, la strada terribilmente polverosa e infangata, anche sull’isola.
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Sardegna

Sono scomparsa di nuovo per un po’… e sono in vacanza.
E mi ci voleva proprio, direi.
Non faccio molto altro a parte dormire, nuotare, sonnecchiare in spiaggia e cucino pochissimo…
Solo qualche pesciolino molto buono in maniera più essenziale possibile.
Quindi anche per stavolta niente ricette, solo un po’ di foto da condividere con voi.
Alla prossima settimana :)

cheese girl pomodori
lumache formaggi

I have disappeared again for a while… I’m on holiday.
And I really needed it, I dare say.
I’m not doing much apart from sleeping, swimming, taking naps on the beach and I almost don’t cook… just a few delicious fish I make in the simplest possible ways.
So once again no recipe, just a few pictures I really wanted to share with you.
I hope to see you here next week :)

bietole caffè
frutta cipolle
prosciutti tavola azzurra
pescatori

Le Marche e il Montefeltro

Sono di ritorno da un piccolo giro nelle Marche e nel Montefeltro. Ovviamente non ho cucinato nulla, ma sono tornata con un po’ di immagini scattate in quei posti meravigliosi. Il viaggio da celiaca è stato un po’ più difficile del previsto, con alti e bassi: dall’agriturismo sperduto ma organizzatissimo, con tanto di pasta e pane senza glutine, alla sgarberia del baretto in piazza a Sirolo dove la signora, alla mia timida spiegazione, ha risposto freddamente: “no, guardi, noi queste cose non le facciamo”!!! Hahaha! Forse ha pensato a una proposta indecente… in ogni caso, prima tappa in Romagna con un incontro:

Grillo

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San Francisco: 5-6 settembre

(continuo a pubblicare i miei diari scritti durante il viaggio a San Francisco a settembre 2009)

5 settembre – Haight Ashbury


Corvi. Ci sono i corvi in città, grossi e neri, e ogni tanto li si sente gracchiare pacificamente. A me non dispiacciono; qui gli alberi sono comunque pieni di uccelli cinguettanti di ogni tipo. Ieri sera ci siamo tragicamente addormentati, io intorno alle otto di sera, Renzo anche prima. Una bella dormita fino alle 4:30, poi svegli come grilli abbiamo chiacchierato, tentato di riaddormentarci, infine eravamo in piedi alle 6:30. Dopo la doccia abbiamo fatto un salto da Safeway in Webster st., a piedi.

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